31^ Giornata di Serie A: 7 punti di vantaggio a 7 dalla fine

La trentunesima giornata della Serie A 2025/26 va in archivio consegnando al campionato una fisionomia sempre più definita, ma non per questo priva di colpi di scena. A sette turni dalla conclusione, la pressione dei punti inizia a farsi sentire su ogni campo, trasformando ogni sfida in un crocevia determinante per le ambizioni di vertice e per la lotta sopravvivenza. I verdetti maturati in questo fine settimana delineano una gerarchia che vede l'Inter proseguire la sua marcia solitaria, mentre alle sue spalle la bagarre per le posizioni d'onore e per l'Europa si infiamma ulteriormente.
Il big match del lunedì sera ha ridisegnato i rapporti di forza nell'alta classifica: la vittoria del Napoli sul Milan nello scontro diretto del Maradona non ha solo sancito il sorpasso dei partenopei al secondo posto, ma ha anche confermato la ritrovata solidità della squadra di Conte nel momento più caldo della stagione. Resta invece l'amaro in bocca per i rossoneri, che ora devono guardarsi le spalle dal ritorno delle inseguitrici in una corsa Champions che non ammette passi falsi.
Nelle altre zone nobili, il pareggio del Como a Udine e il successo della Juventus contro il Genoa mantengono vive le speranze di un finale di stagione imprevedibile, con i distacchi minimi che rendono la lotta per il quarto posto un rebus ancora tutto da decifrare. Anche l'Atalanta, grazie al convincente successo esterno a Lecce, resta pienamente in corsa, dimostrando come la profondità della rosa possa essere il fattore decisivo in questo sprint finale.
Risultati 31ª Giornata Serie A
Sabato 4 aprile 2026
Sassuolo - Cagliari: 2 - 1
Verona - Fiorentina: 0 - 1
Lazio - Parma: 1 - 1
Domenica 5 aprile 2026
Cremonese - Bologna: 1 - 2
Pisa - Torino: 0 - 1
Inter - Roma: 5 - 2
Lunedì 6 aprile 2026
Udinese - Como: 0 - 0
Lecce - Atalanta: 0 - 3
Juventus - Genoa: 2 - 0
Napoli - Milan: 1 - 0
Classifica Serie A alla 31ª giornata:
Inter: 72 pt
Napoli: 65 pt
Milan: 63 pt
Como: 58 pt
Juventus: 57 pt
Roma: 54 pt
Atalanta: 53 pt
Bologna: 45 pt
Lazio: 44 pt
Sassuolo: 42 pt
Udinese: 40 pt
Torino: 36 pt
Parma: 35 pt
Genoa: 33 pt
Fiorentina: 32 pt
Cagliari: 30 pt
Cremonese: 27 pt
Lecce: 27 pt
Hellas Verona: 18 pt
Pisa: 18 pt
Inter, che spettacolo! 7 reti a San Siro
La notte di San Siro ha regalato una delle pagine più intense ed elettrizzanti dell'intero campionato 2025/26, trasformandosi in un'esibizione di forza bruta da parte di un'Inter che sembra ormai aver innestato le marce alte verso la conquista definitiva del titolo. Il match, attesissimo per il peso specifico in ottica scudetto e per la rincorsa Champions dei giallorossi, è iniziato con una fiammata immediata di Lautaro Martínez, capace di sbloccare il risultato dopo appena sessanta secondi con un movimento rapace che ha colto impreparata la linea difensiva di Gian Piero Gasperini.
Nonostante il colpo a freddo, la Roma del tecnico di Grugliasco ha mostrato inizialmente quella resilienza tattica tipica delle sue squadre, alzando il baricentro e riuscendo a trovare il meritato pareggio al 40' con una potente incornata di Gianluca Mancini, bravo a svettare sopra la mischia su sviluppi di un calcio d'angolo. L'equilibrio sembrava destinato a trascinarsi fino all'intervallo, ma proprio allo scadere del primo tempo Hakan Çalhanoglu ha estratto dal cilindro un destro terrificante dai trenta metri che ha fulminato il Svilar, spostando pesantemente l'inerzia psicologica della contesa a favore dei padroni di casa.
Nella ripresa la diga difensiva giallorossa, solitamente aggressiva e orientata all'uomo come da dettami di Gasperini, ha finito per sgretolarsi sotto i colpi di un'Inter cinica e straripante fisicamente, capace di sfruttare ogni minimo spazio concesso dalle marcature a tutto campo dei capitolini. In una manciata di minuti, tra il 52' e il 63', i nerazzurri hanno letteralmente dilagato: prima Lautaro ha firmato la sua doppietta personale capitalizzando un assist millimetrico, poi Marcus Thuram ha punito la difesa alta romana con una progressione solitaria conclusa con gelida precisione, e infine Nicolò Barella ha inserito il suo nome nel tabellino con un inserimento perfetto che ha fissato il parziale su un pesantissimo 5-1.
La Roma ha provato a limitare i danni affidandosi alla classe del suo capitano, Lorenzo Pellegrini, autore al 70' di una rete di pregevole fattura che ha parzialmente mitigato il passivo, ma la sensazione di dominio nerazzurro è rimasta tangibile fino al triplice fischio. Questo 5-2 rappresenta una lezione tattica durissima per il corso di Gasperini nella capitale, evidenziando le difficoltà nel contenere la verticalità della capolista quando il pressing non raggiunge la perfezione, mentre per l'Inter di Chivu la vittoria significa quota 72 punti e un vantaggio che, a sette giornate dal termine, assume i contorni di una vera e propria ipoteca sul tricolore, lasciando gli avversari a contemplare la distanza siderale che separa attualmente la vetta dal resto della compagnia.
Il graffio di Politano spezza l’equilibrio: il Napoli scavalca il Milan e prenota il secondo posto
La notte del Diego Armando Maradona consegna alla Serie A 2025/26 un verdetto pesantissimo che rimescola le gerarchie proprio alle spalle della capolista. Lo scontro diretto tra Napoli e Milan, valido per la trentunesima giornata, si risolve con un 1-0 di pura marca Contiana che premia il cinismo dei padroni di casa e punisce un Milan ordinato ma poco incisivo negli ultimi metri. La sfida si è rivelata una lunghissima partita a scacchi tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri, caratterizzata da un tatticismo estremo che per oltre un'ora ha annullato ogni spazio di manovra.
Nel primo tempo le occasioni sono state rare, con le due squadre più attente a non concedere ripartenze che a cercare l'affondo decisivo, nonostante la presenza in campo di calibri come De Bruyne e Modric a dettare i tempi di gioco. La svolta del match è arrivata dalla panchina al minuto 74, quando Conte ha deciso di richiamare Spinazzola per inserire Matteo Politano. L'impatto dell'esterno romano è stato fulmineo: appena cinque minuti dopo il suo ingresso, su un cross morbido di Olivera corretto di testa da De Winter, Politano si è coordinato alla perfezione colpendo la palla con un sinistro al volo che non ha lasciato scampo a Maignan.
Il boato del Maradona ha accompagnato gli ultimi dieci minuti di assalto rossonero, durante i quali Allegri ha tentato il tutto per tutto inserendo Rafael Leao e Loftus-Cheek, senza però riuscire a scardinare il muro eretto da Buongiorno e compagni. Il forcing finale del Milan, culminato in una girata aerea di Gimenez finita di poco alta, non ha cambiato il destino di una gara che permette al Napoli di salire a quota 65 punti, sorpassando proprio i rossoneri e blindando una posizione privilegiata in ottica Champions. Per il Milan resta il rammarico di una sconfitta arrivata nell'unico vero momento di sbandamento difensivo, un episodio che ora costringe i rossoneri a guardarsi dal ritorno prepotente della Juventus nella corsa al podio del campionato.
Juve, sprint Champions: Genoa ko in 17 minuti, poi ci pensa Di Gregorio
La Juventus ritrova concretezza e cinismo nel momento più delicato della stagione, batte 2-0 il Genoa allo Stadium e si rilancia con decisione nella corsa Champions. Una vittoria costruita tutta nei primi minuti e difesa con sofferenza nella ripresa, tra segnali di forza e qualche fragilità ancora da limare.
L’avvio dei bianconeri è da squadra affamata: bastano quattro minuti per sbloccarla, quando Bremer svetta di testa e indirizza subito la gara. Il Genoa accusa il colpo e la Juve ne approfitta con ferocia agonistica, trovando il raddoppio già al 17’ con McKennie, bravo a inserirsi e finalizzare un’azione veloce. In meno di un quarto d’ora la partita è virtualmente chiusa, con una Juventus dominante, aggressiva e precisa.
Il primo tempo scorre sotto il controllo dei padroni di casa, che sfiorano anche il terzo gol e danno la sensazione di poter dilagare. Tuttavia, come già visto in altre occasioni stagionali, la squadra abbassa il ritmo nella ripresa e lascia spazio al ritorno del Genoa, più intraprendente e pericoloso.
L’episodio che può riaprire tutto arriva nel secondo tempo: calcio di rigore per gli ospiti. È qui che emerge la figura inattesa del match. Di Gregorio, entrato per l’infortunato Perin, ipnotizza Martin e respinge il penalty, blindando il risultato e guadagnandosi il ruolo di protagonista assoluto della serata.
Nel finale la Juventus gestisce con meno brillantezza ma con maturità, portando a casa tre punti pesanti. Il successo consente ai bianconeri di salire a ridosso del quarto posto, ora distante un solo punto, riaccendendo concretamente le ambizioni europee.
Resta una doppia lettura della gara: da un lato la capacità di colpire subito e indirizzare il match, dall’altro la difficoltà nel chiuderlo definitivamente. Ma in questa fase della stagione conta soprattutto vincere. E la Juventus, pur tra alti e bassi, ha mandato un segnale chiaro: la corsa Champions è più viva che mai.
Atalanta dominante: tris a Lecce e segnale forte per l’Europa
L’Atalanta manda un messaggio chiaro nella 31ª giornata: al Via del Mare finisce 0-3 contro il Lecce, in una gara che dopo un avvio equilibrato si trasforma presto in un monologo nerazzurro. Una vittoria netta, costruita con qualità, ritmo e superiorità tecnica, che rilancia con forza le ambizioni europee.
L’inizio, in realtà, è di marca salentina: il Lecce prova a partire aggressivo e crea anche qualche presupposto, ma senza concretezza sotto porta. È un’illusione che dura poco più di un quarto d’ora, perché appena l’Atalanta prende le misure, la partita cambia completamente volto. Al 29’ è Scalvini a sbloccarla, sfruttando al meglio una situazione offensiva e indirizzando il match sui binari nerazzurri.
Da quel momento in poi, la squadra di Palladino alza il livello e il Lecce si scioglie. Il dominio si traduce nel raddoppio a inizio ripresa: De Ketelaere inventa e serve Krstovic, che da ex non sbaglia e firma il 2-0 al 59’. Il tris arriva al 73’ con Raspadori, che chiude definitivamente i conti con una conclusione precisa dopo una respinta iniziale.
Il dato che colpisce è la totale assenza di reazione dei padroni di casa: dopo un buon avvio, il Lecce sparisce progressivamente dal campo, senza mai riuscire a impensierire davvero la difesa atalantina. Una prova opaca, accompagnata anche dai fischi del pubblico e da una classifica che resta complicata in zona salvezza.
Al contrario, l’Atalanta esce rafforzata sotto tutti gli aspetti: qualità nelle giocate, solidità difensiva e soprattutto continuità nell’arco dei 90 minuti. La prestazione di De Ketelaere, coinvolto in tutte le azioni decisive, è lo specchio di una squadra brillante e in fiducia.
Il successo permette ai bergamaschi di avvicinarsi sensibilmente alla zona Europa, portandosi a ridosso delle dirette concorrenti e riaccendendo una corsa che sembrava complicarsi. Più che il risultato, però, è il modo a convincere: una prova di forza che, in questo punto della stagione, vale quasi quanto i tre punti.
Le altre gare
Udinese - Como 0 - 0
Partita a reti bianche per la squadra di Fabregas che, complici gli altri risultati, guadagna un punto sulla Roma ma ne perde 2 di vantaggio sulla Juve.
Cremonese - Bologna 1-2
Il Bologna si prende tre punti pesanti in trasferta con una prova di carattere: avanti nel punteggio, gestisce i momenti chiave e resiste nel finale alla pressione della Cremonese, che resta in zona delicata senza riuscire a completare la rimonta.
Lazio - Parma 1-1
All’Olimpico è equilibrio totale: il Parma sorprende con un approccio coraggioso, la Lazio risponde ma senza trovare lo spunto decisivo. Un pari che avvicina entrambe a un finale di stagione senza particolari ambizioni in campionato, tra occasioni non sfruttate e una gara giocata più sull’intensità che sulla qualità.
Sassuolo - Cagliari 2-1
Il Sassuolo ribalta il match dopo lo svantaggio iniziale, mostrando reazione e lucidità nella ripresa: decisivi i gol di Garcia e Pinamonti che certificano un momento positivo, mentre il Cagliari paga ancora una volta un calo nella gestione del vantaggio.
Pisa - Torino 0-1
Colpo esterno del Torino, che con cinismo sfrutta una delle poche occasioni e porta a casa una vittoria grazie al 5° gol in campionato di Che Adams. Il Pisa lotta ma manca di incisività, confermando le difficoltà offensive che pesano in classifica.
Verona - Fiorentina 0-1
La Fiorentina espugna Verona con pazienza e qualità, trovando il gol decisivo di Fagioli nel finale: tre punti preziosi in una sfida bloccata, mentre l’Hellas resta in crisi e sempre più invischiato nelle zone basse.
Emanuele Saponara