"Il canto dei deportati": Cisco omaggia vittime dei lager

Lorenzo Villanetti
Spettacolo
27/01/2026

Stefano "Cisco" Bellotti, ex cantante dei Modena City Ramblers, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Sound. Ieri, alla vigilia del giorno della memoria, Cisco ha pubblicato "Il canto dei deportati", una canzone nata nei campi di concentramento nazisti, che racconta la dura vita dei detenuti, costretti a lavori pesanti in un ambiente ostile, nella speranza di poter un giorno tornare liberi.


Il canto dei deportati


"Il brano - rivela Cisco - è uscito nei digital stores come anticipazione del mio nuovo disco. È una canzone scritta dai primi internati nei campi di concentramento nazisti. Nonostante le condizioni brutali in cui vivevano, hanno avuto anche la capacità di scrivere la canzone che è diventata un po' un simbolo in Germania: i cosiddetti soldati nel pantano. Loro si sentivano dei soldati con la vanga e prendevano in giro i loro aguzzini, armati fino ai denti. Questo per far capire lo spirito. I primi a subire le conseguenze dei campi sono stati i tedeschi stessi non allineati al regime. La canzone è nata nel '33/34 e ha fatto il giro di tutti i campi. Dopo la fine della guerra è stata tradotta poi in tutte le lingue. Alcuni anni fa ho ascoltato quella in italiano, l'ho riarrangiata e ne ho fatto una nuova versione".


L'importanza della memoria


Importanza della memoria storica? "È importante farla, anche attraverso le canzoni, la cultura, l'arte in generale. Un po' come abbiamo fatto più di 35 anni fa con i Modena City Ramblers, rimodellando la versione di 'Bella ciao', che adesso è diventata in qualche modo la versione ufficiale che si sente in tutte le manifestazioni. Recuperare le tradizioni e le canzoni della nostra storia o del nostro mondo-Paese europeo è fondamentale. Quando ho fatto sentire il brano ad amici tedeschi mi hanno detto di aver fatto la loro 'Bella ciao'. E questo è importante anche per i giovani. Spero che prima o poi ritornerà in auge l'idea di recuperare anche le canzoni storiche e di riproporle".


Canzoni del ventennio sui social


Canzoni del ventennio sui social? "È una cosa che va presa seriamente. Dallo scherzo si fa presto a rendere le cose poco serie attraverso la normalizzazione dell'orrore. Non è vero che destra e sinistra sono uguali. Hanno valori diversificati. Se tu canti una canzone razzista e lo fai scherzando, canti una canzone razzista. A me non interessa che tu ci vuoi ridere sopra. Si fa fatica - come diceva Woody Allen - a prendere in giro un uomo con la svastica. È un tema che va combattuto culturalmente, ma non è semplice. È molto più semplice mettere un reel, magari facendo un saluto fascista. Magari lo fai scherzando, ma poi c'è qualcuno che può prenderlo seriamente".


Tensioni internazionali, violenze e ICE


Clima internazionale di violenze e ICE in Italia per le Olimpiadi? "Spero che ci sia sempre margine per abbassare il clima e tornare a una convivenza civile. Sull'ICE credo sia una questione ridicola a cui dovrebbe rispondere il governo italiano. Perché verranno in Italia? Per quale motivo? La sicurezza dovrebbe essere a capo del Paese organizzatore. Chi risponde a eventuali fatti legati all'ICE? La debolezza dell'Italia come governo e istituzioni è tutta lì. Sperando non succeda niente ovviamente, si fa decidere loro come muoversi. Se noi fossimo andati a fare le Olimpiadi in America, ci avrebbero permesso di portare le teste di cuoio italiane lì? Ovviamente no. Il problema è questo. Sono molto infastidito, anche da come vengono trattate certe situazioni".


Sul disco "Reduci": "È un disco antimilitarista, fatto di due parti. La seconda racconta figure quotidiane o a me molto care, come John Lennon ad esempio, o Enrico Greppi, l'ex cantante della Bandabardò morto qualche anno fa. C'è anche il feat di un mio carissimo amico che vive a Roma, Ramon Caraballo. Il disco uscirà nei primi di marzo".


Lorenzo Villanetti