Addio a Gino Paoli, maestro della canzone d'autore

Nicola Caprera
Spettacolo
24/03/2026

Gino Paoli è scomparso oggi, 24 Marzo 2026, all’età di 91 anni. Con lui se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana: un artista libero e spigoloso, capace di trasformare la malinconia e l’amore in classici senza tempo. 


Gino Paoli nasce a Monfalcone il 23 Settembre 1934, ma è a Genova che trova il suo posto nel mondo. Li si affermò come uno dei nomi simbolo della scuola genovese, accanto a figure come Luigi Tenco, Fabrizio De André e i fratelli Reverberi. Fu proprio Gianfranco Reverberi ad aprirgli la strada per Milano, dove entrò in contatto con l'industria musicale del tempo e con artisti come Giorgio Gaber e Mina

Il suo stile ha cambiato il modo di scrivere le canzoni in Italia: La Gatta, Il cielo in una stanza, incisa da Mina, Senza fine, interpretata da Ornella Vanoni, non hanno soltanto segnato un’epoca, ma sono diventate parte dell’eredità musicale del nostro PaeseE’ negli anni ‘60, in pieno boom dei 45 giri, che arriva uno dei titoli che segna la storia del costume italiano: Sapore di sale, arrangiato da Ennio Morricone. Dopo un periodo di crisi personale, Paoli torna da protagonista negli anni ‘80 con l’album-tributo al suo amico Piero Ciampi, "Ha tutte le carte in regola" e poi, nel 1985, riconquista le classifiche con "Una lunga storia d'amore". Sempre in quegli anni ha avuto un'intensa attività come autore, firmando per Zucchero "Come il sole all'improvviso". 

Paoli ha attraversato decenni di musica restando sempre fedele a se stesso, diventando una figura prestigiosa e amatissima, ricordata anche dai più giovani che non hanno avuto la fortuna di viverlo nel pieno della sua stagione artistica.


Un uomo tormentato, sposato con Anna Fabbri, e protagonista di una travolgente storia d’amore con Stefania Sandrelli. Ed è proprio alla loro relazione che viene spesso collegato uno degli eventi più drammatici della vita di Gino Paoli. L’11 Luglio 1963, in circostanze mai del tutto chiarite, Paoli tentò il suicidio sparandosi all’altezza del cuore. Il proiettile però non colpì gli organi vitali: uno dei luminari della cardiologia dell'epoca spiegò all’artista che estrarlo sarebbe stato troppo rischioso, quasi mortale. Questo episodio non cambierà lo stile di vita del cantautore, ma diventerà quasi il simbolo di una ferita che lo accompagnerà fino alla fine. In una delle sue ultime interviste disse: “Malgrado tutto questo, io e lei, la pallottola intendo, siamo ancora qui”.


Anche negli ultimi anni Gino Paoli ha continuato a far discutere per le sue idee. Proprio un anno fa fecero rumore delle sue dichiarazioni sul mondo dello spettacolo contemporaneo e sulla superficialità di alcune artiste: "Ieri avevamo Mina e la Vanoni. Oggi emergono le cantanti che mostrano il cu*o". La replica di Elodie non tardò ad arrivare. Paoli disse poi di essere stato frainteso, ribadendo però la sua critica a un sistema in cui non importa quanto una sia brava a cantare, quello che importa è quanto sia gradevole alla vista.


Con la morte di Gino Paoli si chiude una delle pagine più importanti della canzone d’autore italiana. Il suo lascito, però, continua a vivere in un repertorio che ha segnato intere generazioni.