Legge elettorale, il Senato approva: ora tocca alla Camera

Lorenzo Villanetti
Politica
15/09/2026

Il Senato ha dato il via libera alla nuova legge elettorale, che dopo l'esame di Palazzo Madama torna alla Camera per l'ultimo passaggio parlamentare. Il testo introduce un sistema proporzionale accompagnato da un premio di maggioranza e modifica in modo significativo le regole con cui saranno scelti deputati e senatori.


Il premio scatterà quando una coalizione raggiungerà almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere. In quel caso saranno assegnati 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, con un limite massimo rispettivamente di 220 e 113 parlamentari. Se nessuna coalizione arriverà alla soglia prevista, i seggi verranno distribuiti secondo il criterio proporzionale. Confermata anche la soglia di sbarramento del 3%, con una particolare deroga per una lista all'interno delle coalizioni che superano il 10%.


Le preferenze


Una delle modifiche più discusse riguarda le preferenze. L'elettore potrà indicare fino a tre candidati tra quelli successivi al capolista, che resterà invece bloccato e quindi scelto dal partito. Il sistema conserva dunque una componente di scelta diretta da parte degli elettori, ma lascia alle forze politiche la selezione del primo nome della lista.


La riforma prevede inoltre che i partiti indichino già sulla scheda il nome della persona proposta per la presidenza del Consiglio. Un'altra novità riguarda la presentazione delle liste: per le forze politiche prive di parlamentari la raccolta delle firme necessarie passa da 1.500 a 6.000 per collegio, rendendo più impegnativa la partecipazione alle elezioni per le formazioni più piccole.


Le opposizioni insorgono


Sul provvedimento resta però forte lo scontro politico. Le opposizioni contestano soprattutto il meccanismo delle preferenze, il ruolo dei capilista e l'aumento delle firme necessarie. Il Movimento 5 Stelle ha portato in Aula la protesta contro quella che considera una legge penalizzante per la rappresentanza, mentre dal Partito democratico sono arrivate critiche anche sul possibile impatto dell'impianto sulle donne e sulla composizione del Parlamento.


La partita non è ancora chiusa. Il testo dovrà infatti tornare alla Camera, dove a luglio la maggioranza era già stata messa in difficoltà proprio sul tema delle preferenze. Sarà quindi Montecitorio a decidere se la nuova legge elettorale potrà diventare definitivamente operativa.


Lorenzo Villanetti