Ddl antisemitismo, l'avv. Ciervo: "No al bavaglio"

Alla vigilia della protesta contro il disegno di legge sull'antisemitismo, Antonello Ciervo, avvocato di Giuristi Democratici, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Sound nel corso di "Questa non è un'esercitazione". Le sue dichiarazioni:
"Il sit-in a Montecitorio avverrà in concomitanza con l'avvio dei lavori in Commissione Affari Costituzionali di questo disegno di legge che sostanzialmente approva questa legge, appunto, che fa coincidere la definizione di antisemitismo con la critica allo Stato d'Israele e alle politiche che sta mettendo in campo negli ultimi anni. Noi pensiamo che sia una legge molto pericolosa, perché rischia di criminalizzare il pensiero critico e le opinioni evidentemente contrarie a quello che sta facendo Israele nel corso di questi anni. Quindi crimini di guerra e contro l'umanità compiuti a Gaza, in Cisgiordania e nel sud del Libano, inclusa l'accusa di genocidio che è stata contestata anche dalla Corte internazionale di giustizia. Ma il rischio è che sostanzialmente si approvino queste linee strategiche di contrasto all'antisemitismo, che però significa sostanzialmente il controllo delle opinioni espresse dai docenti nelle scuole, nei licei, nelle università, nonché in tutte le pubbliche amministrazioni. Le norme penali ci sono già per reprimere e criminalizzare le opinioni antisemite e negazioniste. Quindi si sta in realtà estendendo l'azione penale nei confronti di chi critica Israele, che è una cosa ben diversa evidentemente.
Un bilancio negli ultimi quattro anni del governo Meloni lo può fare chiunque. C'è qualcuno che ci ascolta, che si ricorda una riforma, una che abbia qualche rilevanza, che abbia inciso sulle nostre vite quotidiane facendoci stare meglio? Io non ricordo una riforma, l'unica riforma che hanno fatto era quella della giustizia, cioè di modificare la Costituzione e mi sembra che il giudizio dei cittadini sia stato abbastanza netto, quella riforma è stata è stata rimandata al mittente. Per il resto, diciamo così, il tema riguarda anche il posizionamento rispetto alle politiche di Netanyahu, rispetto a quello che accade in Palestina, rispetto al genocidio. E se noi abbiamo un Ministro degli affari esteri che si definisce un liberale e sostiene a fronte di tutto quello che sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania, che sostanzialmente il nostro governo non può fare nulla perché l'indirizzo internazionale conta fino a un certo punto, è chiaro che siamo completamente al di fuori delle logiche che hanno governato i rapporti internazionali fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Israele ha invaso il sud del Libano l'anno scorso, esattamente in questo periodo dell'anno, a settembre, e nell'invadere il sud del Libano l'Idf ha bombardato la missione internazionale dell'ONU, cioè i caschi blu che sono nel sud del Paese. Quella missione internazionale per anni, per decenni, è stata guidata dalle truppe, dai militari italiani e quando l'Idf ha bombardato, perché già ha bombardato i militari italiani che stavano dentro, diciamo così, alle forze dell'ONU, il ministro della difesa Crosetto ha detto che quello compiuto da Israele e dall'Idf era un crimine di guerra. Beh, oggi, se dovesse passare il ddl sull'antisemitismo, molto probabilmente anche il ministro Crosetto rischierebbe un processo penale per antisemitismo".
Lorenzo Villanetti