Ddl antisemitismo, Boldrini: “È un provvedimento invotabile”

Romina Caprera
Politica
10/09/2026

È approdato alla Camera il ddl sull’antisemitismo, già approvato dal Senato, che introduce nell’ordinamento italiano la definizione di antisemitismo dell’IHRA. Il provvedimento ha aperto un dibattito politico sui possibili effetti sulla libertà di espressione e sulla critica al governo israeliano. Ne abbiamo parlato con Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico, contraria al ddl.

La critica al governo israeliano e il rischio di censura

«Questo ddl sull’antisemitismo non è un provvedimento che va a contrastare l’antisemitismo, è un provvedimento che va a censurare chiunque si permetta di criticare il governo israeliano. Dal momento in cui il governo israeliano a Gaza ha compiuto e sta compiendo un genocidio, ovviamente questa definizione andrebbe a vantaggio dell’azione, perché chiunque si permetta di criticarlo viene tacciato di essere antisemita. Io rivendico il diritto di criticare il governo israeliano e di contestare la definizione di antisemita».

“È un regalo che la destra vuole fare a Israele”

«Netanyahu è dal 2016 che cerca di farla approvare come norma e l’Italia sarebbe il primo Paese europeo che trasforma la norma in legge. È un regalo che la destra vuole fare al governo israeliano ed è invotabile.

Ci sono molti esponenti della comunità ebraica che hanno criticato questo provvedimento, perché questo ddl non va a tutelare gli ebrei, è questo il punto. Va a imbavagliare il dissenso nei confronti del governo israeliano in un tempo in cui quel governo si è macchiato di grandi crimini.

All’interno delle componenti politiche della destra ci sono frange antisemite, allo stesso tempo, però, questi stessi partiti si presentano come quelli che sono a baluardo del popolo ebraico. Non è così, sono a baluardo di un governo di ultradestra sostenuto da Trump».

Il testo modificato al Senato

«Il testo al Senato è stato modificato, non c’è più il divieto di fare manifestazioni che sono critiche contro Israele, perché quello sarebbe stato da regime. Ci sarà un’autocensura raggelante, perché i giornalisti avranno timore di finire in quella lista di antisemiti, anche se non c’è un reato. Sono anni che Netanyahu spera che si arrivi a rendere legge questa norma.

Vogliamo veramente attenzionare il tema? Adottiamo un’altra definizione. Noi abbiamo già una legge contro le discriminazioni religiose».