CasaPound, Marsella: “Pronti a pagare un affitto”

Nicola Caprera
Politica
11/09/2026

Torna al centro del dibattito lo sgombero dello stabile di via Napoleone III, sede di CasaPound, dopo le nuove dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla necessità di liberare l’immobile. Il movimento ha presentato al Demanio una proposta per regolarizzare la situazione attraverso il pagamento di un affitto, mantenendo gli spazi destinati alle attività culturali. Ne abbiamo parlato con Luca Marsella, portavoce di CasaPound.

La proposta al Demanio e l’emergenza abitativa

«Ad oggi il Demanio non ci ha risposto. Noi abbiamo fatto un’offerta concreta ed economica, perché parliamo di famiglie in emergenza abitativa e crediamo che questa possa essere la soluzione».

Porto Fluviale, Spin Time e il nodo della regolarizzazione

«A Roma il Porto Fluviale è stato inaugurato poche settimane fa dal sindaco Gualtieri e dalla sua schiera di assessori. Parliamo di un palazzo occupato, comprato e assegnato agli occupanti: se ne sono fregati delle graduatorie e hanno assegnato le case a loro, regalandogli anche gli spazi commerciali. È una questione di illegalità, così come Spin Time. E allora perché con CasaPound bisogna usare un altro metodo, solo perché su CasaPound sventola il tricolore e non la bandiera rossa?

Noi siamo disponibili a regolarizzare un’occupazione storica, a cui va riconosciuto un valore culturale, perché abbiamo svolto centinaia di conferenze e sono venuti personaggi di qualsiasi pensiero politico, come Mentana o Morucci delle BR. Quello che non piace è la nostra visione del mondo, ma questo non può essere la pregiudiziale per essere trattati in maniera differente».

“Non chiediamo case regalate, vogliamo pagare l’affitto”

«Noi non chiediamo lo stesso iter, perché a Porto Fluviale le case sono state regalate. Noi vogliamo solamente che le famiglie nello stabile possano essere regolari, pagando l’affitto, e tenere i nostri spazi culturali».

Piantedosi e la prospettiva dello sgombero

«Piantedosi continua a parlare di sgombero come se volesse una medaglia per aver inserito CasaPound nella sua lista. Che CasaPound sia nella lista degli sgomberi lo ritengo giusto, ma è un’occupazione dove non c’è droga, non ci sono attività illecite, quindi credo che siano altre le strutture che dovrebbero mettere paura a un ministro.

Noi viviamo sulle barricate da 20 anni, quindi sappiamo benissimo come si vive nell’incertezza. Ci auguriamo che, prima di un intervento di forza, ci sia quantomeno un’interlocuzione».