Chi sta vincendo e perchè proprio l'Iran?

Alessio Briguglio
Esteri
10/04/2026

Dire che l’Iran “ha vinto la guerra” è, tecnicamente, una forzatura. Ma se si guarda al piano strategico e asimmetrico, oggi Teheran ha ottenuto un risultato chiave. Ha scelto e dominato il terreno di scontro, lo Stretto di Hormuz.


Oggi lo scenario è chiaro. Lo stretto è di fatto bloccato o fortemente limitato, con centinaia di navi ferme e flussi energetici globali paralizzati. Parliamo di un choke point da cui passa circa un quarto del petrolio mondiale. Qui, si misura la “vittoria” iraniana. Senza considerare il costo apocalittico dei sistemi di difesa statunitensi e israeliani, rispetto ai ben più economici missili e droni iraniani. Corazze più care dei proiettili.


L’Iran ha dimostrato di non aver bisogno di vincere militarmente contro Israele e Stati Uniti. Dimostrare di poter chiudere o controllare Hormuz è stato sufficiente. Traffico ridotto al minimo, compagnie bloccate, assicurazioni alle stelle. Non serve nemmeno una chiusura totale. Basta creare insicurezza e selezione del passaggio per paralizzare il commercio, colpendo con droni e missili una ventina di navi che tentavano di passare e a scoraggiare tutte le altre.


Il risultato è stato immediato. Petrolio in aumento, supply chain sotto stress, economie occidentali esposte. Grazie anche alla geografia che lo rende una fortezza naturale di monti e deserti, l’Iran ha trasformato un limite, inferiorità militare convenzionale, in un’arma: la dipendenza energetica globale. Una vittoria assoluta di deterrenza e ricatto strategico. Gli avversari possono dominare il cielo, ma non riescono a controllare la terra e a riaprire rapidamente lo stretto senza escalation. L’Iran ha dimostrato che può colpire il sistema, non solo il nemico.


Il messaggio geopolitico, in tutto questo, è potente, molto potente. Non serve vincere sul campo, se puoi rendere il campo ingiocabile. In questo senso, oggi l’Iran non ha vinto la guerra. Ma ha vinto qualcosa di più sottile: la capacità di dettare le regole del conflitto globale.


In tutto questo, a perdere, la popolazione dell’Iran che vorrebbe più libertà e che, invece, subisce campagne di repressione brutali. Adesso, il regime sarà ancora più determinato a punire chiunque possa minacciare la sua stabilità, ridotta effettivamente, al suo minimo storico.