Pressioni su Lotito, De Santis: “Un grande complotto”

Romina Caprera
Cronaca
15/09/2026

Sono state perquisite questa mattina le abitazioni di Mauro Masi, Francesco Maiolini e Luigi Bisignani, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni su Claudio Lotito per spingerlo a cedere la Lazio. Ne abbiamo parlato con Giulio De Santis, giornalista del Corriere della Sera.

Le perquisizioni e il presunto piano contro Lotito

«Questa mattina hanno fatto delle perquisizioni nelle dimore di Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, Francesco Maiolini, ad della Banca del Fucino, e Luigi Bisignani, uno dei manager ombra più chiacchierati degli ultimi 43 anni.

Secondo le ipotesi, queste tre persone avrebbero architettato un piano per mettere Lotito nelle condizioni di liberarsi della Lazio attraverso una campagna stampa partita a maggio, con articoli comparsi sul Tempo a firma di Bisignani e finanziati da Maiolini e Masi. In questi articoli veniva sostenuta l’esistenza di compratori e che la Banca del Fucino potesse essere l’advisor a cui accostarsi per vendere la Lazio a un prezzo giusto di mercato».

Dall’inchiesta del 2025 alla nuova fase investigativa

«Non sono indagati solo loro tre, perché la vicenda parte già nel 2025 con altri indagati, come Stefano Greco, che avrebbe architettato questa campagna contro Lotito, partendo dall’esibizione di uno striscione davanti al Parlamento.

L’anomalia è che ci sarebbero numerose telefonate tra Bisignani, Maiolini e Masi in coincidenza con gli articoli sul Tempo. Va aggiunto che il Tempo è totalmente estraneo alla vicenda: lo hanno sfruttato senza che direttore ed editore ne fossero a conoscenza. È legittimo pensare che Lotito possa essere un problema per la società e, quindi, involontariamente fai parte di una campagna che non ha obiettivi nobili».

“Le perquisizioni servono ad acquisire informazioni”

«In questa fase le perquisizioni sono volte a sequestrare dispositivi elettronici da cui acquisire informazioni. Quello che possiamo sapere è che, in perquisizioni già avvenute, è emerso che Bisignani, Maiolini e Masi sarebbero stati attori di questo grande complotto. Quello che succederà ora non possiamo saperlo.

Noi non possiamo sapere se la Banca del Fucino aveva un compratore che aveva manifestato interesse per la Lazio e se questi stavano facendo una campagna per svalutare il titolo e spingere Lotito a cedere la società. Questa è un’ipotesi che andrà accertata».

La denuncia di Lotito e l’origine dell’indagine

«L’indagine nasce da una denuncia di Lotito del 2025, quando lui comincia a mettere insieme i puntini sulla campagna iniziata contro di lui e questo fantomatico compratore. Lì poi vengono fuori i primi indagati e, successivamente, la Procura, estrapolando i dati dei dispositivi, di sua iniziativa indaga Maiolini, Masi e Bisignani. In questo caso Lotito non c’entra niente».

I tempi dell’inchiesta: “Prima di aprile non accadrà nulla”

«A stretto giro non si risolverà nulla, perché l’estrapolazione dei dati richiede tempo. Secondo me, prima di aprile non accadrà nulla».