Porto Fluviale, Battaglia: "Un bene restituito alla città"

Romina Caprera
Cronaca
08/09/2026

Sono state consegnate le chiavi dei 48 appartamenti di Porto Fluviale, l’ex magazzino militare occupato e poi riqualificato nel quartiere Ostiense. Un intervento che, oltre a restituire nuovi alloggi, punta a riconsegnare alla comunità uno spazio rimasto per anni interdetto. Ne abbiamo parlato con Pino Battaglia, assessore alle Periferie, PNRR e Decentramento amministrativo di Roma Capitale, che ha illustrato il progetto e i prossimi interventi per la riqualificazione dei quartieri.

“Abbiamo recuperato un bene che restituisce territorio”

«Questo progetto arriva nella parte finale della Giunta Raggi e noi lo abbiamo portato avanti. Abbiamo tre progetti PINQuA a Roma, tra cui Porto Fluviale, che per certi aspetti è quello più interessante, perché lavoriamo sulla conversione di un bene immobile: parliamo di un ex magazzino militare.

Abbiamo recuperato un bene che consegna appartamenti e che restituisce uno spicchio di territorio che fino a tre anni fa era interdetto e oggi è a servizio del quartiere Ostiense. Non ci saranno solo appartamenti: sotto avremo spazi di coworking e ludoteche, proprio per animare non solo gli appartamenti, ma anche il quartiere».

“Recuperare patrimoni abbandonati e restituirli alla comunità”

«Si tratta di interventi dal punto di vista economico e finanziario importanti, però è questo il punto: cercare di recuperare patrimoni abbandonati che spesso diventano luoghi di degrado e restituirli alla comunità locale. Operazioni di questo tipo sono molto interessanti e riqualificano immobili anche di pregio.

Noi abbiamo fatto un’operazione importante di natura sociale, perché lì, appena entri, c’è proprio una piazza che Ostiense non ha. In piazza si può comunicare, si può socializzare, sarà uno spazio per tutti».

“Per Spin Time le condizioni sono diverse”

«La situazione Spin Time è diversa, perché è un immobile di proprietà privata. Noi abbiamo dato la disponibilità ad acquistarlo, la volontà c’è ancora per fare un’operazione come Porto Fluviale. Non so se andrà in porto, perché le condizioni e le posizioni sono distanti. Vedremo nelle prossime settimane quali saranno gli sviluppi».

“Le piazze partecipate di periferia”

«Per quanto riguarda le mie competenze, abbiamo lanciato con un acronimo le cosiddette PPP, le piazze partecipate di periferia. Il problema di molti quartieri, anche all’interno del raccordo anulare, è che sono privi di una piazza, e la piazza è il primo luogo dove si può socializzare.

Noi abbiamo immaginato di poter dotare alcuni quartieri di spazi recuperati, come parcheggi inutilizzati, e farli diventare una piazza. Uno dei quartieri sarà Dragoncello, come i cittadini ci hanno spesso chiesto, poi Casal del Marmo e Alessandrino. Questo è l’obiettivo che mi sto ponendo da qui alla fine della consiliatura».

“Un nuovo sistema di governance per la prossima consiliatura”

«Inoltre, sto cercando di costruire un nuovo sistema di governance che consenta alla prossima consiliatura di avere strumenti più in linea con la contemporaneità.

Le periferie le troviamo anche nel centro città, perché magari sono luoghi abbandonati, e quindi mi piacerebbe cambiarne proprio il concetto, oltre alla collocazione geografica».