Borgonovo: "L'immigrazione va fermata e impedita"

Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità, è intervenuto ai microfoni di Radio Roma Sound, ospite della trasmissione "Fiato alle polveri", per parlare del libro di Martin Sellner: "Remigrazione. Una proposta", edito da Passaggio al bosco e distribuito in edicola con il quotidiano La Verità. Le sue parole:
"Non so perché qualcosa dovrebbe farci paura e non possa essere oggetto di discussione. Parlo di qualunque tema, poi se c'è qualcosa che è fuori dal mondo, si dimostrerà che è fuori dal mondo. Non solo credo di essere stato uno dei pochi a essersi esposti, di sicuro sono stato uno dei pochi a leggere il libro e a parlare con i commentatori. Uno basta che legga le prime pagine di Remigrazione e si rende conto che non è quella mostruosità che viene raccontata. Anche perché se lo fosse stata, voi davvero pensate che delle persone civili oggi potrebbero sostenere la deportazione di esseri umani in stile nazista? Non è pensabile una cosa del genere. Attribuire a chiunque abba un minimo di senno l'idea di deportare delle persone per danneggiarle come avveniva nella Seconda Guerra Mondiale è una cosa da matti. Significa attribuire agli altri una distorsione che non è possibile oggi, ed è già segno di un enorme pregiudizio.
"Remigrazione. Una proposta": il libro di Martin Sellner
Ci sono tanti tipi di remigrazione, c'è quello he propone Sellner. C'è quello proposto nell'evento alla Camera. Io sinceramente nel libro di Sellner non ci vedo nulla di incostituzonale né di mostruoso, né di razzista, né di violento. C'è semplicemente un progetto in varie fasi per fare in modo che intanto gli irregolari vengano espulsi (cosa che già prevedono i trattati internazionali) per alimentare il rientro volontario in patria, fine. Si tratta di alimentare delle pratiche che già si fanno, mettendoci dei soldi. Ecco, l'unica obiezione che si potrebbe fare è proprio economica.
Paura che diventi manifesto di qualcosa di più agghiacciante? Stai usando dei termini che non appartengono a questo tipo di linguaggio. Sei della prospettiva che ti hanno inculcato in questi decenni, che purtroppo hanno inculcato alla grandissima parte degli europei, cioè il fatto che sradicare le persone dal luogo di nascita, talvolta con la forza o spingendole per fame sia una cosa buona. L'idea - inoltre - che queste persone debbano affrontare viaggi terrificanti e vengano qui a fare sottoproletariato sia una cosa buona.
"Non si tratta di attuare un'utopia"
Se tu cambi questa prospettiva e cominci a pensare che la cosa veramente disumana e violenta nei confronti dell'essere umano sia esattamente questo sistema di morte che noi chiamiamo accoglienza, tutto ciò che è contro assume un valore democratico, umanitario, attento, sensibile, ed è tutto ciò che si propone nel libro. Il comunismo non è sfuggito di mano, non siamo alle elementari. Il comunismo finiva esattamente dove doveva finire. Perché quando tu postuli l'esistenza di qualcosa di artificiale rispetto alla realtà vera, finisce come tutte le utopie in un luogo di morte, in un luogo che non può esistere perché non è legato alla realtà. Questo progetto, che non è un'utopia ma una proposta politica che va discussa ed eventualmente attuata, parte da un dato concreto. Io non sostengo tutto quello che scrive Sellner e alcuni passaggi li renderei differenti, ma qui non si tratta di attuare un'utopia. Al contrario, una cosa concreta per guardare in faccia la realtà.
Rischio di trasformarsi in fenomeni violenti stile Ice?
Perché dici che negli Usa è remigrazione visto che nel libro non si parla di Stati Uniti? Stai parlando di una cosa che non c'è. Quella cosa non avviene, se c'è uno strumento reale che è un rimpatrio volontario. Continuiamo a confondere questa cosa. Non vorrei riaprire la storia dell'Icc. Detto questo, bisogna guardarsi un attimo negli occhi e dirsi con sincerità che per la sinistra, tutto quello che è intervento a favore delle espulsioni e allontanamento, anche di chi ha commesso reati, si trasforma in un racconto di una violenza terribile. È chiaro che lì sia sfuggito di mano, anche per un sottofondo di casino e di chi ha gestito l'Ice. Quello che continuo a pensare è che ci sono delle leggi che in Europa ci sono e che continuiamo a rispettare. Non riusciamo a mandare le persone nei centri in Albania, figuratevi...
"L'immigrazione va fermata e impedita al 100%"
Come si trasforma la remigrazione in fatto concreto? Non penso che l'immigrazione vada controllata. Non ci riesce nessuno, è impossibile. L'immigrazione va fermata e impedita al 100% ed è l'unico modo. Non ci sono alternative, lo dimostrano i fatti, la sociologia, i dati dei flussi, non è pensabile. Si può fermare, volendo, magari evitando i viaggi o chiudere i rubinetti in Niger. Avremmo anche costruito un centro pagato dall'UE, poi nessuno è stato lì a occuparsi del fatto che funzionasse, anzi. Io credo che ci siano delle spinte in questa direzione. Certo che è difficile. Non trovate discordante che si parli di questo come progetto paranazista e nel contempo si dica che non si può fare? Delle due l'una. Se non si può fare è perché tutti quelli che discutono di questi argomenti, salvo una minoranza di pazzi comunque attenzionata dalle forze dell'ordine, restano nell'alveo della democrazia.
"L'obbligo vaccinale ha rovinato la vita a un sacco di gente"
E il pregiudizio verso questi temi è che si possa andare verso un sistema totalitario. Perché non si è detto lo stesso del lockdown del covid? Dell'obbligo vaccinale che ha rovinato la vita a un sacco di gente? Facciamo il conto delle persone che sono state danneggiate da questo vaccino e non hanno avuto nessun tipo di aiuto da parte dello Stato - se non chi ha pagato tanti soldi per avvocati o chi ha avuto un risarcimento comunque inadeguato. Se parliamo di queste persone che per niente hanno perso il lavoro, lo stipendio, penso che, sì, abbia fatto molto male alla popolazione".
Lorenzo Villanetti