Star Trek: 60 anni di esplorazione

Alessio Briguglio
Accade oggi
08/09/2026

Il primo episodio di Star Trek andò in onda l’8 settembre 1966. Sessant’anni dopo, è una delle architravi fondamentali della cultura popolare contemporanea.


L’Enterprise, Kirk, Spock, Uhura, McCoy non arrivavano semplicemente dal futuro. Portavano nel futuro i problemi del presente: la guerra fredda, il razzismo, la convivenza tra culture, il rapporto con la tecnologia, la paura dell’ignoto. E lo facevano attraverso una fantascienza inedita che non aveva soltanto il compito di stupire, ma quello, molto più ambizioso, di interrogare l’essere umano. Una nave spaziale diventava così un laboratorio politico e morale.


Per questo che tanta fantascienza contemporanea è, direttamente o indirettamente, debitrice di Star Trek. Non perché Roddenberry abbia inventato l’idea del viaggio spaziale, naturalmente: prima c’erano Verne, Wells, Asimov, Clarke. Ma Star Trek ha trasformato la fantascienza in linguaggio televisivo popolare, seriale, condiviso. Ha dimostrato che il futuro poteva essere raccontato non soltanto come distopia o apocalisse, ma come promessa di lotta proprio a quelle terrificanti storture.


La serie originale durò appena tre stagioni. Poi furono i fan, le repliche televisive e una comunità sempre più organizzata a impedirne la scomparsa. Nel 1979 arrivò il primo film da allora l'Enterprise, e il resto della flotta, non si sono più fermate.

Oggi il bilancio è impressionante: il franchise ufficiale comprende 11 serie televisive e 14 film, per oltre 900 episodi. E sul fronte editoriale esistono più di 800 libri e romanzi ambientati nell’universo di Star Trek. In totale, è un ecosistema narrativo che ha attraversato televisione, cinema, letteratura, fumetto, animazione, podcast e videogiochi.


Il lascito più importante, come accade con la pop-art, non è nei numeri. È nell’idea che il futuro non debba necessariamente farci paura. NASA ha riconosciuto più volte il rapporto speciale con Star Trek, che ha permesso a generazioni di scienziati e astronauti di cresciute con quella voglia di virtute e canoscenza. Sessant’anni dopo, mentre la fantascienza sembra aver imparato soprattutto a raccontare mondi che finiscono, Star Trek continua a ricordarci una cosa quasi sovversiva: che immaginare il futuro significa anche decidere quale futuro vogliamo costruire.