Un programma che nasce con un’intenzione chiara: riprendere un discorso lasciato volutamente aperto, come suggerisce il titolo stesso, nel solco di una tradizione che ha segnato la storia della comunicazione italiana.“Funari a bocca aperta” non è un’operazione nostalgia, ma un atto di continuità critica. Il riferimento a Gianfranco Funari è dichiarato, inevitabile e consapevole. Con uno stile diretto, irriverente, mai accomodante, il format farà della domanda scomoda e del confronto frontale il proprio marchio di fabbrica.Chi meglio del nipote Matteo Funari per raccogliere quell’eredità e reinterpretarla nel presente, con nuovi linguaggi, nuovi temi e la stessa urgenza di dire ciò che spesso resta fuori dal dibattito pubblico?Il programma, chiaramente, affronterà attualità, politica, senza peli sulla lingua. “Funari a bocca aperta” è una scommessa editoriale che guarda avanti, ma senza dimenticare da dove si viene. Perché alcune voci, anche quando sembrano essersi spente, continuano a farsi sentire, figuriamoci quella di Gianfranco.Sta a chi viene dopo decidere se abbassare il volume o alzarlo.